mercoledì 14 aprile 2010

Quelli che hanno incontrato il Sole (aj)

Hajj Sheykh Hasanali Nokhodaki racconta: «Mi dedicai un anno intero a rituali particolari perché volevo incontrare l’imam Mahdi (aj) e chiedergli di darmi un po’ di capitale da investire.
Trascorso un anno, una notte mi venne rivelato di farmi trovare il giorno dopo nel bazar dei venditori di meloni di Isfahan. Il giorno successivo andai al bazar e mi resi conto che l’Imam (aj) era seduto vicino a uno dei venditori più poveri. Mi avvicinai e lo salutai, dopo aver risposto al mio saluto mi domandò cosa volessi. Gli chiesi un po’ di capitale ed egli mi donò una moneta di scarso valore. Specificai che era per investirlo. Allora non mi diede nemmeno la moneta e capii che non ero ancora degno del suo aiuto.
Mi dedicai un altro anno ai rituali. A volte andavo dal venditore presso cui avevo trovato l’Imam (a) e lo aiutavo. Un giorno gli chiesi se conosceva la tal persona che era seduta vicino a lui quel giorno, rispose: "Non la conosco, ma è una persona molto brava. A volte viene qua e si siede con me, siamo diventati amici. Inoltre se ho difficoltà economiche mi aiuta".
Finito anche il secondo anno, mi fu concesso di nuovo il permesso di incontrare l’Imam (aj), mi recai nello stesso posto della volta precedente. Egli mi diede di nuovo la stessa moneta, la presi e lo ringraziai. Con quella moneta comprai alcune basi su cui incidere timbri che poi vendevo nel bazar. Passavano gli anni e le basi non finivano mai!».[1]
[1] Shammeyi az keramate sheykh Hasanali Nokhodaki.

Storia di un vero muntazir: Shahid Mostafa Chamran (4)

Alla moglie dello Shahid, Ghadah, piaceva recitare la preghiera comunitaria col marito, invece Shahid Chamran preferiva pregare da solo e le diceva: "La tua preghiera si rovina!". Vedeva che dopo ogni preghiera Shahid Chamran faceva dei sajdah molti lunghi, strofinava il suo viso sulla turbah e piangeva. Com'erano lunghe le sue prosternazioni!
Durante la notte, quando si svegliava per la preghiera meritoria della notte, Ghadah gli diceva: "Basta! Riposati, sei stanco!".

Invece lui rispondeva: "Se un commerciante spende dal suo capitale, prima o poi il suo denaro finisce e va in bancarotta, deve investire il suo capitale per poter vivere. Se io non recitassi la preghiera della notte, andrei in bancarotta".

domenica 11 aprile 2010

Lasciamo che il Sole (aj) c'illumini

Disse il nostro Imam (aj): "Non c'è miglior zikr dello zikr recitato con il tasbih fatto di turbah. Anche se la persona che ha in mano il tasbih si dimentichi di recitare lo zikr e muova con le sue dita le pietrine del tasbih, avrà il merito di aver recitato lo zikr" ". Bihar, vol.53, pag.162 in poi, bab 31

venerdì 9 aprile 2010

Questa è la nostra guida...

Lacrime durante la recitazione del Sacro Corano
All'epoca della guerra (Iraq-Iran), mi stavo recando alla divisione Karbala 25 insieme all'Ayatollah Khamenei. Lungo la strada l'autista accese l'autoradio: stavano trasmettendo la recitazione dei versetti del sacro Verbo di Allah. Dopo alcune ayat anche l'Ayatollah Khamenei iniziò a recitare a bassa voce il sacro Corano insieme alla radio, e a piangere. Con un lembo della kefiah che portava intorno al collo si asciugava le lacrime che gli uscivano dagli occhi.Che onore avere lui come Comandante e come Guida!(Narrato dal comandante brigadiere pasdar Morteza Qorbani)

Quelli che hanno incontrato il Sole (aj)

L’ayatullah Hajj Shaykh 'Abdunnabi 'Araqi racconta: “Quando mi trovavo a Najaf, desideravo sottoporre quattordici questioni che non ero riuscito a risolvere, all’imam Mahdi (aj). Sapevo che in quei giorni a Najaf soggiornava un asceta molto noto, quindi andai da lui e gli chiesi se conosceva un modo per poter incontrare l’Imam (aj). Egli mi disse:‘Vai nel deserto con pura intenzione, dopo aver compiuto il wudhu o il ghusl, vai in una zona isolata e siediti verso la qiblah, quindi recita 70 volte …, e fai la tua richiesta. In seguito, chi verrà da te, sarà la persona che stavi cercando, chiedigli ciò che vuoi sapere’.
Feci come egli aveva detto e quando ebbi finito, un nobile uomo arabo s’avvicinò e mi chiese:‘Mi stavi cercando?’.
Risposi:‘No, non sei tu quello che cercavo’.
Egli se ne andò e all’improvviso mi accorsi di quello che era successo e lo seguii. Entrò in una casa, ma quando vi arrivai io, la porta era chiusa, allora bussai, rispose un uomo che mi chiese cosa volevo. Dissi che volevo parlare con la persona entrata poco prima, egli mi fece accomodare e vidi l’Imam (aj) seduto in giardino. Ero talmente attratto dalla sua presenza che mi dimenticai cosa volessi veramente chiedergli, così gli posi altre domande e dopo aver ottenuto le sue risposte, me ne andai.
Uscito dalla casa, mi vennero in mente tutte le quattordici questioni che avrei voluto sottoporgli, perciò bussai di nuovo alla porta, ma l’uomo che venne ad aprire mi disse che l’Imam (aj) non c’era, ma che al suo posto vi era il suo rappresentante. Quando entrai vidi che si trattava dell’ayatullah Seyyed Abolhasan Esfahani. Gli esposi le mie questioni e poi tornai a Najaf.
Sorpreso dell’accaduto, quando andai a Najaf mi recai a casa dell’ayatullah Esfahani, egli vedendomi mi disse: ‘Non ho forse già risposto alle tue domande?’.
Confermai, però gliele posi di nuovo, ed egli mi rispose di nuovo nello stesso modo. Ciò mi permise di comprendere l’elevata posizione in cui si trovava l’ayatullah Esfahani e il suo stretto rapporto con l’Imam (aj)”.[1]
[1] Keramat Salehin.

giovedì 8 aprile 2010

Lasciamo che il Sole (aj) c'illumini

Disse il nostro Imam (aj) a Ishaq ibn Ya'qub: "...Chiudete le porte delle domande che non hanno alcun beneficio per voi e non occupatevi delle scienze e delle questioni di cui non avete bisogno...". Bihar vol.53 pag.180 in poi bab 31

Storia di un vero muntazir: Shahid Mostafa Chamran (3)

La moglie dello Shahid racconta: "I miei parenti dissero che lo sposo doveva portare il regalo per la sposa, ed era nostro uso che questo regalo fosse un anello. Non c'avevo pensato...Mostafa entrò con il suo regalo. Andai ad aprirlo e vidi che era una candela! Accanto alla candela c'era un biglietto con una frase molto bella. Andai a nascondere subito il regalo...Il mio mahr era un Corano e la promessa che lo sposo mi avrebbe guidato sulla via della perfezione e dell'Ahlulbayt (a). Per i miei parenti e amici tutto ciò era molto strano".