lunedì 8 febbraio 2010

Storia di un vero muntazir: Shahid Seyyed Mohammad Hosseyni Beheshti (6)

Uno dei suoi amici racconta: "Quando eravamo ad Amburgo (Shahid Beheshti era stato mandato là per circa 4 anni), c'era un ragazzino di circa 10-12 anni che ogni tanto veniva in moschea. Un giorno andò da Shahid Beheshti, dicendogli che il suo insegnante gli aveva chiesto di andare da lui e porgli alcune domande sull'Islam. Shahid Beheshti gli disse che poteva venire da lui il giorno seguente alle 16:30.

Il giorno dopo, mentre stavamo andando alla moschea, l'auto si ruppe e non riuscii a metterla a posto. Shahid Beheshti mi chiese quanto tempo ci sarebbe voluto ad aggiustare l'auto, gli chiesi perchè e rispose che doveva vedere una persona alle 16:30. Io, che sapevo doveva incontrare il ragazzino del giorno prima, gli dissi di non preoccuparsi che era solo un bambino e vedendo che faceva tardi si sarebbe messo a giocare, anche se arrivavamo alle 17:30 non era un problema. Shahid Beheshti mi rispose che così non era corretto, si era messo d'accordo per le 16:30, quindi doveva essere lì a quell'ora. Quindi prese un taxi per arrivare in tempo in moschea".

Lasciamo che il Sole (aj) c'illumini

Disse il nostro Imam (aj) che il suo nobile padre gli consigliò:"Figlio mio! Fatti aiutare dalla luce della pazienza nel compiere le tue azioni affinché tu possa compierle nel luogo e nel momento opportuno". Bihar vol.51 pag.313 in poi bab 15

giovedì 4 febbraio 2010

In occasione di Arba'in (40 giorni dal martirio dell'imam Husayn)

Disse il nostro Imam (aj): "In verità uccidendoti hanno ucciso l'Islam, hanno abbandonato a se stessi la preghiera e il digiuno, hanno annullato le tradizioni e le regole (religiose), hanno distrutto le basi della fede, hanno alterato i versetti del Corano". Bihar vol.98, pag.317 bab 24

mercoledì 3 febbraio 2010

Lasciamo che il Sole (aj) c'illumini

Disse il nostro Imam (aj) (continua dal precedente): "...li ha creati pazienti affinché avessero un buon Fine (nell'Aldilà) e per questo loro buon Fine venissero glorificati (nell'Aldilà)". Bihar vol.51 pag.313 bab 15

martedì 2 febbraio 2010

Questa è la nostra guida...

Come guidò due giovani sulla retta via...
Un amico racconta che un giorno l'ayatollah Khamenei era andato sui monti che si trovano nei dintorni di Teheran, e lì aveva incontrato una ragazza e un ragazzo, entrambi studenti, che a causa del loro comportamento inadeguato, pensarono che la Guida Suprema li avrebbe fatti arrestare. Contrariamente a quello che avevano pensato quei due, Khamenei si informò sulla loro salute, la professione e su come fossero imparentati tra di loro. Il ragazzo, data la buona disposizione d'animo della Guida Suprema, disse la verità che erano amici. Khamenei, all'inizio, parlò loro dello sport e dei suoi benefici e poi disse: "Non sarebbe male per voi se vi sposaste". Nel caso fossero d'accordo, egli propose di stabilire un giorno in cui recarsi da lui, che era disposto a stipulare personalmente il contratto di matrimonio. I due giovani si congedarono e il giorno prestabilito, con le rispettive famiglie, si presentarono al cospetto dell'Ayatollah Khamenei che recitò il contratto di matrimonio. Grazie alla sua magnanimità, la Guida Suprema fece cambiare rotta a questi due giovani: la ragazza senza hijab diventò una ragazza spirituale con hijab e il ragazzo studente si trasformò in un giovane religioso.
(Muhammad Amin Nejad, impiegato della Radio Televisione Iraniana, Teheran)

Lasciamo che il Sole (aj) c'illumini

Disse il nostro Imam (aj) (continua dal precedente): "...Dio ha voluto che venissero oppressi per poterli riempire di gloria il Giorno della Resurrezione...". Bihar vol.51 pag.313 bab 15

lunedì 1 febbraio 2010

Quelli che hanno incontrato il Sole (aj)

Al-Shahid al-Thani era in viaggio con una carovana, a un certo punto si fermarono vicino a una moschea dove erano sepolti alcuni Profeti (a). Al-Shahid voleva entrare nella moschea, ma questa era chiusa con un lucchetto. Miracolosamente egli riuscì ad aprirlo, entrò ed incominciò a pregare e compiere dua. Era talmente concentrato nell’adorazione che non si accorse della partenza della carovana e rimase lì da solo.
Quando si rese conto di ciò che era successo, s’ incamminò per raggiungere la carovana. Era ormai stanco e non riusciva a vedere la carovana nemmeno da lontano.
All’improvviso vide avvicinarsi un uomo a cavallo di un mulo che lo invitò a salire.
Al-Shahid montò sul mulo e a una velocità incredibile raggiunsero la carovana.
Al-Shahid racconta: “Dopo lo cercai, ma non lo vidi più e mai lo avevo visto prima di allora”.[1]
[1] Najm al-thaqib.