L'Hojjatul-islam wal-muslimin Ibrahim Razini racconta:"L'Ayatollah Khamenei è una guida che si interessa di tutte le questioni, soprattutto del prendersi cura dei propri familiari. Il giorno in cui i pasdaran dovevano partecipare ad un raduno con lui, avemmo l'onore di poterlo incontrare nel suo ufficio prima del convegno. Dopo averci salutato, l'Ayatollah Khamenei, disse: - Oltre ad impegnarvi nel vostro lavoro, occupatevi anche della famiglia. Non dovete pensare solo alle questioni militari, trascurando i diritti dei vostri familiari. I vostri figli non devono avere la sensazione che non vi prendete cura di loro. Essi stanno crescendo e hanno bisogno di essere guidati. Quelli di voi che ne hanno la possibilità e non abitano molto lontano dalla caserma, dovrebbero cercare di tornare a casa dai propri familiari per pranzo e cena.Mi colpì molto questa premura dell'Ayatollah Khamenei verso la famiglia. Egli oltre ad essere molto attento alle questioni militari del paese si occupava anche di ogni minimo particolare della vita quotidiana e lo faceva notare anche agli altri. Questa fu una lezione per tutti noi".
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giovedì 22 aprile 2010
domenica 18 aprile 2010
Questa è la nostra guida...
Il suo coraggio alla preghiera del venerdì
L'Hojjatul-islam wal-muslimin Muhammadì Araqi racconta:"Al tempo della guerra Iraq-Iran, l'Ayatollah Khamenei, oltre a rivestire la carica di Presidente della Repubblica Islamica, era anche l'Imam della preghiera del venerdì di Teheran. Un venerdì, mentre stava tenendo la khutbah, i nemici fecero scoppiare una bomba nell'Università di Teheran, che è il luogo dove si teneva, e tuttora si tiene, la preghiera del venerdì. Subito dopo lo scoppio, l'Ayatollah alzò la mano e proseguì con la khutbah. La sua calma dimostrava che l'accaduto non avrebbe minimamente scalfito il suo forte spirito. Anche la gente, con pazienza e autocontrollo, mantenne l'ordine e continuò ad ascoltare la khutbah come se nulla fosse accaduto. Questo nonostante il fatto che in quel momento molte persone fossero diventate martiri, con il corpo a pezzi, ben visibili a tutti. Quella tragedia fu un evento indimenticabile della Rivoluzione Islamica".

venerdì 9 aprile 2010
Questa è la nostra guida...
All'epoca della guerra (Iraq-Iran), mi stavo recando alla divisione Karbala 25 insieme all'Ayatollah Khamenei. Lungo la strada l'autista accese l'autoradio: stavano trasmettendo la recitazione dei versetti del sacro Verbo di Allah. Dopo alcune ayat anche l'Ayatollah Khamenei iniziò a recitare a bassa voce il sacro Corano insieme alla radio, e a piangere. Con un lembo della kefiah che portava intorno al collo si asciugava le lacrime che gli uscivano dagli occhi.Che onore avere lui come Comandante e come Guida!(Narrato dal comandante brigadiere pasdar Morteza Qorbani)
martedì 6 aprile 2010
Questa è la nostra guida...
L'importanza della preghiera
Ogni comportamento e ogni azione dell'Ayatollah Khamenei costituiscono un insegnamento spirituale per noi. Quando era Presidente della Repubblica, già il fatto che venisse nelle trincee, nelle divisioni e negli accampamenti con fare amichevole e informale, fu una lezione di umiltà. Ecco un altro esempio di lezione di vita che imparammo da lui, oltre alle innumerevoli altre.Un giorno ci trovavamo nell'accampamento della divisione Hazrat Imam Ridhà (a.s.), dietro Khorramshar. Il nemico teneva sotto forte pressione quella zona e per di più faceva molto caldo.
Nel sentire la voce dell'azan del mezzogiorno gli animi si predisposero alla preghiera. La Guida Suprema si trovava nell'accampamento e così tutti si prepararono per la preghiera comunitaria che sarebbe stata condotta dal loro amato capo. Nella moschea non c'era abbastanza posto per tutti, allora l'Ayatollah Khamenei venne fuori al caldo, stese il tappetino e diede inizio alla preghiera. Tutti i presenti seguivano la sua preghiera con uno spirito particolare. Faceva talmente caldo che quando appoggiavamo la fronte sulla pietra durante il sajdah, a causa del calore della torbah, la fronte vi restava incollata. Il grande calore e la pressione del fuoco nemico non hanno mai costituito un motivo valido per rimandare la preghiera comunitaria e all'ora stabilita. Questa è l'importanza che la saggia Guida dà alla preghiera.
Nel sentire la voce dell'azan del mezzogiorno gli animi si predisposero alla preghiera. La Guida Suprema si trovava nell'accampamento e così tutti si prepararono per la preghiera comunitaria che sarebbe stata condotta dal loro amato capo. Nella moschea non c'era abbastanza posto per tutti, allora l'Ayatollah Khamenei venne fuori al caldo, stese il tappetino e diede inizio alla preghiera. Tutti i presenti seguivano la sua preghiera con uno spirito particolare. Faceva talmente caldo che quando appoggiavamo la fronte sulla pietra durante il sajdah, a causa del calore della torbah, la fronte vi restava incollata. Il grande calore e la pressione del fuoco nemico non hanno mai costituito un motivo valido per rimandare la preghiera comunitaria e all'ora stabilita. Questa è l'importanza che la saggia Guida dà alla preghiera.(Narrato dal comandante brigadiere pasdar Shushtari)
mercoledì 31 marzo 2010
Questa è la nostra guida...
Veglia di preghieraUna delle caratteristiche della Guida Suprema è di restare sveglio nelle ore notturne. La notte profonda è testimone delle sue preghiere a Dio. Anche quando deteneva la carica di Presidente della Repubblica, le sue veglie notturne, donavano una luce particolare alla sua vita. Durante una visita in Siria, s'incontrò alle dieci di mattina con l'allora presidente Hafez Assad. Questi chiese alla Guida Suprema: "Ha dormito bene stanotte?". Egli pensava che anche l'Ayatollah Khamenei, come gli altri capi di stato, dedicasse molte ore al riposo. La Guida Suprema gli rispose: "Sono sveglio da sette ore!". La gente di Dio è sempre così: per loro il miglior riposo sono l'amore per l'Adorato e le lacrime a notte fonda.
lunedì 29 marzo 2010
Questa è la nostra guida...
Nel 1374, egira solare, venne nel mio ambulatorio una signora con il suo bambino. Tutti e due erano affetti da tubercolosi. La signora era talmente ammalata che sputava sangue. Li visitai entrambi e prescrissi loro delle medicine. Quando consegnai la prescrizione alla signora, ella disse sconsolata: "Ho ancora la ricetta dell'altra volta! Ero già stata da lei e, a causa di problemi economici, non ho potuto comperare le medicine. Ho quattro figli e, a parte mia figlia di dieci anni, abbiamo tutti la stessa malattia; oltre a tutto mio marito è invalido e disoccupato. L'unica fonte di sostentamento viene dalla figlia di dieci anni che porta a casa qualche soldo annodando tappeti, ma non basta nemmeno per acquistare il pane". Io le dissi: "Parlerò della vostra situazione con i miei amici così vediamo se riusciamo a trovare una soluzione ai vostri problemi".La signora se ne andò e io continuai a pensare ad una soluzione. Dopo un'ora si ripresentò. Questa volta però aveva un atteggiamento diverso, non stava più nella pelle dalla felicità e mi disse: "Non c'è più bisogno che lei si dia da fare per me!". Le chiesi il motivo e lei mi spiegò: "Quando sono arrivata a casa, è venuta a trovarci una commissione che ha esaminato la nostra situazione. Hanno deciso che domani mattina ci accompagnano tutti in ospedale per farci curare". Le chiesi: "Chi ha mandato questa commissione? ". Lei disse: "La Guida Suprema". Le domandai: "Come ha fatto a sapere della vostra situazione?". Disse: "In questi giorni l'Agha Khamenei è venuto a Qom e, in una lettera indirizzata a lui, ho descritto le mie condizioni di vita. La lettera è stata consegnata all'ufficio della Guida Suprema. Viene data la priorità alle persone che hanno più urgenza e, data la situazione in cui mi trovo, mi è stata concessa questa grazia". Questo approccio fu per me molto dolce. Quando l'essere umano vede questo tipo di comportamento, gli vengono in mente i santi uomini di Dio.
(Dott. Vahidi)
giovedì 25 marzo 2010
Questa è la nostra guida...
Nell'estate del 1351, egira solare, mi trovavo a Mashhad. Alcuni amici proposero di andare a pranzo a Jagharq, un paese nei dintorni, la proposta fu accettata e ci avviammo. Dopo aver consumato il pranzo demmo il via alle discussioni scientifiche e politiche. Una di queste discussioni aveva come oggetto un docente universitario: alcuni amici erano suoi oppositori, io invece, quel giorno, ero un suo accanito sostenitore e lo difendevo a spada tratta. La discussione terminò. Nel frattempo eravamo venuti a sapere che l'Ayatollah Khamenei risiedeva nelle vicinanze. Decidemmo di non perdere quell'occasione e di andare a trovarlo tutti insieme. Ci mettemmo perciò in fila per prendere il minibus che ci avrebbe portato a Mashhad. Proprio in quel mentre si mise in fila anche la Guida Suprema e io, che ero un pochino più avanti, mi fermai e salii sul minibus insieme a lui. Mi sedetti accanto a lui e non mi lasciai sfuggire l'occasione per chiedergli la sua opinione riguardo al docente universitario. L'Ayatollah Khamenei iniziò a parlare con determinazione, senza diffamare nessuno, e pacatamente disse: "Quando si loda qualcuno, bisogna farlo rispettando certi limiti, la persona lodata non deve essere indotta a pensare che anche i suoi punti deboli e i difetti vengano approvati".
(Hojjatul-islam wal-muslimin Muhammad Reza Faker)
domenica 14 marzo 2010
Questa è la nostra guida...
Rispetto del bayt al-mal (Tesoro pubblico)
Lo zucchero finito
L'Ayatollah Khamenei non permette mai che nella sua vita privata si usi qualcosa che appartiene al bayt al-mal dei musulmani. Uno dei responsabili dell'ufficio della Guida raccontò: "Un giorno, a casa dell'Ayatollah Khamenei, era finito lo zucchero e qualcuno gli chiese il permesso di andare a prenderne un po' dall'ufficio; ma egli rispose: - Lo zucchero dell'ufficio appartiene ai suoi utenti, quindi dobbiamo procurarci lo zucchero da qualche altra parte". Questa precisione la si può trovare solo nella vita dei grandi religiosi, questo modo di agire è un segno della magnanimità e taqwa (timor di Dio) della Guida Suprema.
(Hojjatul-islam wal-muslimin Seyyed Ahmad Khatami)
Un giorno ero ospite della Guida Suprema e quando furono pronti per servire il pasto, l'Ayatollah Khamenei disse a suo figlio Mustafà di andare via. Io gli dissi: "Permettetegli di restare, gli ho chiesto io di rimanere con noi". La Guida Suprema spiegò: "Questo cibo appartiene al bayt al-mal e anche lei è ospite del bayt al-mal. Non è lecito che i figli stiano seduti a questa tavola, che vadano a casa a mangiare".In quel momento compresi perché Dio ha concesso così tanto onore alla nostra Guida.
(Ayatollah Javad Amoli)
sabato 6 marzo 2010
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Dopo aver unito in matrimonio diverse coppie di giovani, tra cui anche il figlio del sottoscritto, la Guida Suprema diede i seguenti consigli agli sposi e alle spose: "Se voi portate a casa un oggetto inanimato e volete usarlo come utensile, non c'è bisogno che lo curiate, basta una pulitina ogni tanto. Se invece portate a casa una pianta viva, dovete curarla ogni giorno e prestare attenzione alla luce, all'acqua e all'aria di cui ha bisogno". Proseguì dicendo: "Voi state portando a casa un fiore vivo e dovete curarlo continuamente affinché non appassisca. Le signore spose devono prendersi cura degli sposi e dedicarsi a loro, e anche i signori sposi devono prendersi cura delle spose e trattarle gentilmente" .
(Hojjatul-islam wal-muslimin Seyyed Alì Hosseyni, Teheran)
domenica 28 febbraio 2010
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All'epoca in cui volli lasciare il paese (Iran) per andare all'estero a fare tabligh, mi recai dalla Guida Suprema per avere un suo consiglio e lui mi disse: "Quando sarai là, cerca di raddoppiare gli atti mustahabb (meritori), poiché all'estero l'impegno richiesto per restare immune dai peccati è maggiore. Eseguendo questi atti, se al tuo ritorno non sarai migliorato, almeno sarai rimasto come eri quando sei partito; in quella cultura bisogna usare un antidoto più potente".
Questo suggerimento mi fu molto prezioso durante quegli anni.
Questo suggerimento mi fu molto prezioso durante quegli anni.
(Hojjatul-islam wal-muslimin dott. Morteza Tehrani)
lunedì 22 febbraio 2010
Questa è la nostra guida...
Durante il primo incontro tenutosi tra la Guida Suprema e Kofi Annan, all'inizio dei colloqui, s'intrattennero sulla storia del Ghana, i suoi personaggi di primo piano e la sua situazione politica e sociale. Dopo l'incontro, Kofi Annan disse:"Io che provengo dal Ghana non sono così informato sul mio paese come lo è lui. Gli iraniani e i musulmani devono essere orgogliosi di avere una guida come lui. Magari fosse lui il segretario generale delle Nazioni Unite!".Inoltre, dopo la riunione, ai giornalisti disse che l'Ayatollah Khamenei aveva conquistato il suo cuore sin dal primo istante dell'incontro.
(Hojjatul-islam Payandeh, docente universitario)
martedì 16 febbraio 2010
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In Libia, era stato innalzato un tendone la cui entrata era bassa, e chiunque volesse entrarci, era costretto a piegarsi. All'interno del tendone, proprio di fronte all'ingresso, era stato appeso un ritratto di Gheddafi, di modo che tutti quelli che entravano, involontariamente, chinavano la testa alla foto di Gheddafi. Quando fu la volta dell'Ayatollah Khamenei, per non dover chinare il capo al ritratto di Gheddafi, entrò dandogli la schiena.
(Ayatollah Khazali)
domenica 14 febbraio 2010
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Rispetto dei limiti religiosi in diplomaziaUna delle questioni che durante la Presidenza dell'Ayatollah Khamenei ebbe grande eco nel mondo e produsse un'impressione favorevole nei musulmani, fu il suo comportamento nei confronti di un invito a una cena ufficiale da parte del presidente dello Zimbabwe (gennaio 1986). Dopo che alla Guida Suprema fu fatto presente che a tavola vi erano delle bevande alcoliche, egli fece sapere che la delegazione iraniana non si sarebbe presentata a quell'invito a meno che non fossero tolti gli alcolici. Fu risposto: "Noi non avremo a che fare con voi, nel senso che non li offriremo agli iraniani, bensì li offriremo agli ospiti non-iraniani, secondo le nostre usanze". La Guida Suprema comunicò: "Noi non presenzieremo ad una cena dove vi siano bevande alcoliche, poiché secondo la sharia è haram". Gli zimbabwesi non accettarono di togliere gli alcolici e la Guida non partecipò a quella cena.Gli occidentali e i loro media pensarono di aver trovato un'occasione ghiotta, e nel mondo diffusero questa notizia dicendo che gli iraniani e il loro Presidente avevano infranto il protocollo in vigore negli incontri internazionali, non presentandosi ad una cena ufficiale; tuttavia nel mondo islamico la diffusione di questa notizia rinforzò la posizione degli ideali del sistema islamico e favorì la Repubblica Islamica dell'Iran.
(Dott. Alì Akbar Velayati, Consigliere della Guida Suprema per gli Affari Internazionali)
martedì 2 febbraio 2010
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Come guidò due giovani sulla retta via...Un amico racconta che un giorno l'ayatollah Khamenei era andato sui monti che si trovano nei dintorni di Teheran, e lì aveva incontrato una ragazza e un ragazzo, entrambi studenti, che a causa del loro comportamento inadeguato, pensarono che la Guida Suprema li avrebbe fatti arrestare. Contrariamente a quello che avevano pensato quei due, Khamenei si informò sulla loro salute, la professione e su come fossero imparentati tra di loro. Il ragazzo, data la buona disposizione d'animo della Guida Suprema, disse la verità che erano amici. Khamenei, all'inizio, parlò loro dello sport e dei suoi benefici e poi disse: "Non sarebbe male per voi se vi sposaste". Nel caso fossero d'accordo, egli propose di stabilire un giorno in cui recarsi da lui, che era disposto a stipulare personalmente il contratto di matrimonio. I due giovani si congedarono e il giorno prestabilito, con le rispettive famiglie, si presentarono al cospetto dell'Ayatollah Khamenei che recitò il contratto di matrimonio. Grazie alla sua magnanimità, la Guida Suprema fece cambiare rotta a questi due giovani: la ragazza senza hijab diventò una ragazza spirituale con hijab e il ragazzo studente si trasformò in un giovane religioso.
(Muhammad Amin Nejad, impiegato della Radio Televisione Iraniana, Teheran)
sabato 30 gennaio 2010
Questa è la nostra guida...
Secondo il racconto di un amico, durante il viaggio di ritorno da Aras Makhust (uno dei paesi di montagna socialmente svantaggiati nella parte meridionale della provincia di Sari, nel Nord dell'Iran), la Guida Suprema vide alcune contadine che avevano raccolto della legna, l'avevano legata sulla schiena e la trasportavano con difficoltà. Nel trovarsi di fronte questa scena, l'Ayatollah Khamenei fece fermare l'auto e scese. Parlò un po' con loro informandosi sulle loro difficoltà e alla fine ordinò di dare un regalo a ciascuna di loro.
(Comandante Baqerzadeh, responsabile del Comitato per la Ricerca delle Persone Scomparse)
martedì 26 gennaio 2010
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In una delle sue visite alle famiglie dei martiri, la Guida Suprema andò a trovare la vedova di un martire: lei era ammalata e la casa era in disordine. L'ayatollah Khamenei ordinò ai suoi accompagnatori di accompagnare la vedova in ospedale e, nel frattempo, lui chiuse la porta e si mise a pulire la casa.
(Hojjatulislam Hosseyn Ghaffari)
sabato 23 gennaio 2010
Questa è la nostra guida...
Un giorno ero andato all'Hosseynieh di Jamaran (1) e dal minbar raccontai dei ricordi della vita della Guida Suprema. Dopo il mio intervento, una persona che si presentò come medico, mi disse: "Permetta anche a me di raccontarle un ricordo. Un giorno ero seduto nell'ambulatorio dell'ospedale e stavo visitando i pazienti, quando si presentò una signora dall'hijab molto completo che accompagnava il figlio ammalato. Dopo averlo visitato, continuai a pensare al viso del giovane poiché assomigliava molto alla Guida Suprema. Chiesi alla madre del ragazzo se fossero imparentati con l'Ayatollah Khamenei e lei mi rispose che era sua moglie. Ero sbalordito e le chiesi se non avessero un medico privato. Lei rispose: - No, mio marito non permette una cosa del genere e dice che dobbiamo rivolgerci all'ospedale come tutte le altre persone -. Appena se ne andarono non riuscì più a continuare il mio lavoro. Appoggiai la testa sul tavolo e piansi molto".Nonostante avessi sentito la storia personalmente dal medico in questione e ricordassi tutti i suoi dati, per sicurezza chiesi il parere di un grande sapiente che mi confermò l'accaduto.(Hojjatulislam wal-muslimin Ahadi, uno dei docenti dell'Hawzah 'ilmiyyah di Qom)
(1) Località a nord di Teheran
mercoledì 20 gennaio 2010
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Risoluto nell'amministrare e guidare
Dopo la morte dell'Imam Khomeini (r.a.), gli arroganti del mondo, per far abolire la condanna a morte emessa nei confronti di Salman Rushdie da parte del fondatore della Repubblica Islamica dell'Iran, intrapresero estese azioni contro l'Iran e alcuni paesi richiamarono i loro ambasciatori.
In risposta a questa mossa dispotica, la Guida Suprema non solo non si sottomise alle loro pressioni, ma con fermezza dichiarò: "Agli ambasciatori richiamati non resterà altra scelta che ritornare!".Anche se all'epoca alcuni non riuscirono a digerire questa risolutezza, col passar del tempo si comprese la visione a lungo termine e la giusta tattica adottata dalla Guida; il mondo lodò così la determinazione e la lungimiranza dell'Ayatollah Khamenei. Trascorso un po' di tempo, tutti gli ambasciatori tornarono nel nostro paese: la condanna a morte per Salman Rushdie non fu abolita e l'onore del popolo musulmano dell'Iran acquisì ulteriore prestigio.
In risposta a questa mossa dispotica, la Guida Suprema non solo non si sottomise alle loro pressioni, ma con fermezza dichiarò: "Agli ambasciatori richiamati non resterà altra scelta che ritornare!".Anche se all'epoca alcuni non riuscirono a digerire questa risolutezza, col passar del tempo si comprese la visione a lungo termine e la giusta tattica adottata dalla Guida; il mondo lodò così la determinazione e la lungimiranza dell'Ayatollah Khamenei. Trascorso un po' di tempo, tutti gli ambasciatori tornarono nel nostro paese: la condanna a morte per Salman Rushdie non fu abolita e l'onore del popolo musulmano dell'Iran acquisì ulteriore prestigio. (Ayatollah Mesbah Yazdi)
domenica 17 gennaio 2010
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Rapporto amichevole e sincero con i giovani
I cittadini di Mashhad che hanno l'età per ricordarselo, sanno che la moschea in cui pregavo era sempre gremita di gente, e dato che con i giovani stabilivo dei rapporti amichevoli e sinceri, ve ne erano molti.
Un giorno, un giovanotto alla moda, indossava una giacca di pelliccia al contrario; stava seduto nella prima fila della salah e venne contestato. Un rispettabile e saggio haji, commerciante del bazar, disse qualcosa nell'orecchio di quel giovane e questi si agitò. Compresi che l'haji gli aveva detto che con quell'abbigliamento non era adatto a stare seduto in prima fila! Allora al giovane dissi: "Al contrario, lei è proprio adatto per la prima fila. Stia seduto qua!". E poi rivolto all'haji: "Perché dice che questo giovane deve andare dietro? Lasci che tutti sappiano che anche il giovanotto con la giacca di pelliccia indossata al contrario può venire alla preghiera congregazionale e pregare dietro di me". (Ayatollah Khamenei)
Un giorno, un giovanotto alla moda, indossava una giacca di pelliccia al contrario; stava seduto nella prima fila della salah e venne contestato. Un rispettabile e saggio haji, commerciante del bazar, disse qualcosa nell'orecchio di quel giovane e questi si agitò. Compresi che l'haji gli aveva detto che con quell'abbigliamento non era adatto a stare seduto in prima fila! Allora al giovane dissi: "Al contrario, lei è proprio adatto per la prima fila. Stia seduto qua!". E poi rivolto all'haji: "Perché dice che questo giovane deve andare dietro? Lasci che tutti sappiano che anche il giovanotto con la giacca di pelliccia indossata al contrario può venire alla preghiera congregazionale e pregare dietro di me". (Ayatollah Khamenei)lunedì 27 luglio 2009
Parla il Wali al-Faqih
L'ayatullah Khamenei nella sua khutbah della preghiera di venerdì 19 Giugno 2009 ha detto:
"L'ultima parte del mio sermone è rivolta al nostro signore e tutore, il nobile Baqiyyatullah (aj), che le nostre anime possano essere sacrificate per lui:
O nostro signore! Noi facciamo quello che dobbiamo fare, quello che dovevamo dire l'abbiamo detto e lo diremo. Io ho una vita non importante, un corpo imperfetto, ho un po' di onore che in realtà sei stato tu a darmi. Sono pronto a sacrificarli tutti per la Rivoluzione e per l'Islam, che possano essere sacrificati per te! O nostro signore! Prega per noi. Tu sei il nostro padrone, il padrone di questo paese, di questa Rivoluzione. Sei tu il nostro sostenitore. Noi continueremo su questa via, e continueremo con forza. Sostienici su questa via con le tue preghiere e la tua attenzione".
Video:
http://farsi.khamenei.ir/ndata/news/7228/880329-emamzaman.wmv
"L'ultima parte del mio sermone è rivolta al nostro signore e tutore, il nobile Baqiyyatullah (aj), che le nostre anime possano essere sacrificate per lui:
O nostro signore! Noi facciamo quello che dobbiamo fare, quello che dovevamo dire l'abbiamo detto e lo diremo. Io ho una vita non importante, un corpo imperfetto, ho un po' di onore che in realtà sei stato tu a darmi. Sono pronto a sacrificarli tutti per la Rivoluzione e per l'Islam, che possano essere sacrificati per te! O nostro signore! Prega per noi. Tu sei il nostro padrone, il padrone di questo paese, di questa Rivoluzione. Sei tu il nostro sostenitore. Noi continueremo su questa via, e continueremo con forza. Sostienici su questa via con le tue preghiere e la tua attenzione".
Video:
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