mercoledì 24 marzo 2010

In occasione della nascita dell'imam Hasan al-Askari (a)

L'imam Hasan al-Askari (a) disse: "Abbiate timore di Dio in modo che noi posssiamo vantarci di voi e non vergognarci!". Bihar vol.78 pag.372

venerdì 19 marzo 2010

Storia di un vero muntazir: Shahid Seyyed Mohammad Hosseyni Beheshti (11)

"Era una riunione molto importante...Shahid Beheshti si preparò per incominciare il suo discorso, bisognava decidere riguardo al presidente della Repubblica, se dovesse necessariamente essere un sapiente religioso o no, e altri temi importanti...Erano passati dieci minuti dall'inizio del suo discorso. Shahid Beheshti fece una pausa, guardò intorno i presenti, all'improvviso disse: 'Si sente il profumo del Paradiso. Anche voi lo sentite?' In quel momento scoppiò la bomba nell'ufficio del Partito della Repubblica Islamica (dove si trovavano Shahid Beheshti e i suoi compagni) e l'edificio crollò".

domenica 14 marzo 2010

Questa è la nostra guida...

Rispetto del bayt al-mal (Tesoro pubblico)
Lo zucchero finito
L'Ayatollah Khamenei non permette mai che nella sua vita privata si usi qualcosa che appartiene al bayt al-mal dei musulmani. Uno dei responsabili dell'ufficio della Guida raccontò: "Un giorno, a casa dell'Ayatollah Khamenei, era finito lo zucchero e qualcuno gli chiese il permesso di andare a prenderne un po' dall'ufficio; ma egli rispose: - Lo zucchero dell'ufficio appartiene ai suoi utenti, quindi dobbiamo procurarci lo zucchero da qualche altra parte". Questa precisione la si può trovare solo nella vita dei grandi religiosi, questo modo di agire è un segno della magnanimità e taqwa (timor di Dio) della Guida Suprema.
(Hojjatul-islam wal-muslimin Seyyed Ahmad Khatami)
Il cibo di casa o il cibo del bayt al-mal?
Un giorno ero ospite della Guida Suprema e quando furono pronti per servire il pasto, l'Ayatollah Khamenei disse a suo figlio Mustafà di andare via. Io gli dissi: "Permettetegli di restare, gli ho chiesto io di rimanere con noi". La Guida Suprema spiegò: "Questo cibo appartiene al bayt al-mal e anche lei è ospite del bayt al-mal. Non è lecito che i figli stiano seduti a questa tavola, che vadano a casa a mangiare".In quel momento compresi perché Dio ha concesso così tanto onore alla nostra Guida.
(Ayatollah Javad Amoli)

Storia di un vero muntazir: Shahid Seyyed Mohammad Hosseyni Beheshti (10)

Uno dei suoi conoscenti racconta: "L'anno 1984 mi sposai e otto mesi prima della data prevista per il mio matrimonio invitai anche Shahid Beheshti, egli prese la sua agenda e segnò questo appuntamento. La sera della cerimonia fui veramente sorpreso di vederlo con la sua famiglia, non avrei mai pensato che dopo otto mesi si ricordasse di venire!"

martedì 9 marzo 2010

Storia di un vero muntazir: Shahid Seyyed Mohammad Hosseyni Beheshti (9)

Uno dei suoi conoscenti racconta: "Un giorno nella mia casa a Qom tenemmo una riunione a cui partecipò anche Shahid Beheshti. La riunione durò dalle otto di mattina fino a mezzogiorno. Dopo la preghiera e il pranzo egli disse di voler riposare e di svegliarlo dopo dieci minuti. Dopo dieci minuti volevo andare a svegliarlo, ma non feci in tempo ad aprire la porta e vidi che era già in piedi. Gli chiesi: 'Ma lei non ha dormito?'. Mi rispose: 'Certo mi sono addormentato subito e mi sono svegliato esattamente dopo dieci minuti'. Io ero stupefatto: come poteva una persona dopo il viaggio da Tehran a Qom e una riunione così lunga, svegliarsi esattamente dopo dieci minuti?! Ciò successe più volte, alla fine mi resi conto che una persona così matura spiritualmente, raggiunge un controllo di sé tale da poter controllare le proprie ore di veglia e sonno".

Lasciamo che il Sole (aj) c'illumini

Disse il nostro Imam (aj) nella sua lettera a Shaykh al-Mufid: "...Questa era la mia lettera per te, caro fratello, tu che sei un nostro vero devoto e aiutante. Che tu possa avere sempre l'attenzione di Dio con i Suoi 'occhi' che mai dormono e ti protegga". Bihar vol.53 pag.174 in poi bab 31 (solo alcune parti della lettera sono state tradotte)

lunedì 8 marzo 2010

Storia di un vero muntazir: Shahid Seyyed Mohammad Hosseyni Beheshti (8)

Uno dei suoi amici racconta: 'Volevamo andare da Amburgo a un'altra città in treno. Era quasi mezzogiorno che arrivammo alla stazione e il treno non era ancora arrivato. Quindi vidi il signor Beheshti prendere la bussola che indica la direzione della qiblah e incominciare a pregare. Tutti lo guardavano con curiosità (a quei tempi erano in pochi ad aver visto musulmani pregare). Allora qualcuno chiamò la polizia. La polizia gli si avvicinò e una volta finita la sua preghiera gli dissero: "Cosa sta facendo? Deve venire con noi a dare spiegazioni". Egli con gentilezza spiegò: "Io sono musulmano e questo è il nostro modo di pregare. Ogni atto rituale ha il suo tempo specifico e mezzogiorno è l'ora di questa preghiera". Sentito ciò la polizia se ne andò'.