giovedì 8 aprile 2010

Storia di un vero muntazir: Shahid Mostafa Chamran (3)

La moglie dello Shahid racconta: "I miei parenti dissero che lo sposo doveva portare il regalo per la sposa, ed era nostro uso che questo regalo fosse un anello. Non c'avevo pensato...Mostafa entrò con il suo regalo. Andai ad aprirlo e vidi che era una candela! Accanto alla candela c'era un biglietto con una frase molto bella. Andai a nascondere subito il regalo...Il mio mahr era un Corano e la promessa che lo sposo mi avrebbe guidato sulla via della perfezione e dell'Ahlulbayt (a). Per i miei parenti e amici tutto ciò era molto strano".

martedì 6 aprile 2010

Questa è la nostra guida...

L'importanza della preghiera

Ogni comportamento e ogni azione dell'Ayatollah Khamenei costituiscono un insegnamento spirituale per noi. Quando era Presidente della Repubblica, già il fatto che venisse nelle trincee, nelle divisioni e negli accampamenti con fare amichevole e informale, fu una lezione di umiltà. Ecco un altro esempio di lezione di vita che imparammo da lui, oltre alle innumerevoli altre.Un giorno ci trovavamo nell'accampamento della divisione Hazrat Imam Ridhà (a.s.), dietro Khorramshar. Il nemico teneva sotto forte pressione quella zona e per di più faceva molto caldo. Nel sentire la voce dell'azan del mezzogiorno gli animi si predisposero alla preghiera. La Guida Suprema si trovava nell'accampamento e così tutti si prepararono per la preghiera comunitaria che sarebbe stata condotta dal loro amato capo. Nella moschea non c'era abbastanza posto per tutti, allora l'Ayatollah Khamenei venne fuori al caldo, stese il tappetino e diede inizio alla preghiera. Tutti i presenti seguivano la sua preghiera con uno spirito particolare. Faceva talmente caldo che quando appoggiavamo la fronte sulla pietra durante il sajdah, a causa del calore della torbah, la fronte vi restava incollata. Il grande calore e la pressione del fuoco nemico non hanno mai costituito un motivo valido per rimandare la preghiera comunitaria e all'ora stabilita. Questa è l'importanza che la saggia Guida dà alla preghiera.
(Narrato dal comandante brigadiere pasdar Shushtari)

Quelli che hanno incontrato il Sole (aj)

Uno degli eruditi appartenente alla setta degli Zaydiyyah, conosciuto per la sua sapienza, viveva nello Yemen e scriveva lettere ai dotti sciiti affinché gli provassero l’esistenza dell’imam Mahdi (aj). Molti risposero alle sue lettere, ma nessuno riuscì a convincerlo; per questo motivo scrisse direttamente al grande marjà l’ayatullah Seyyed Abolhasan Esfahani. Come risposta l’ayatullah Esfahani lo invitò a Najaf ed egli accettò.
Il sapiente zaydita si recò a casa dell’ayatullah Esfahani e incominciarono ad esaminare l’argomento, senza però giungere a una conclusione. Pertanto l’ayatullah Esfahani disse a uno dei suoi servi di prendere una lampada che voleva condurre i suoi ospiti in un posto.
“Dove?”, chiese il sapiente zaydita.
“Vi porterò in un luogo in cui possiate vedere la sua nobile presenza con i vostri occhi affinché non abbiate più alcun dubbio”.
L’allamah Hajj Seyyed Hasan Mirjahani era presente e racconta: «Quando sentimmo le parole dell’Ayatullah rimanemmo di stucco e ci alzammo per andare con loro, ma l’Ayatullah non ce lo permise. Il giorno dopo incontrai il sapiente zaydita e gli chiesi cosa fosse successo.
Rispose: “Ringrazio Dio che ci ha guidati verso la religione della Famiglia della Rivelazione e della Profezia (a) e ci ha convinti dell’esistenza dell’imam Mahdi (aj), ora anche noi siamo seguaci della vostra religione e dell’imam del Tempo (aj)”. Continuò: “Ieri notte, andammo con l’ayatullah Esfahani nel luogo conosciuto come Maqam Waliyyilasr (aj). L’Ayatullah eseguì il wudhu e recitò una preghiera, poi una dua . All’improvviso il luogo s’illuminò di una luce molto forte e io svenni”. Il figlio del sapiente zaydita, che li aveva accompagnati, aggiunse: “Io li stavo aspettando fuori del Maqam, che improvvisamente sentii mio padre urlare. Corsi verso di lui e vidi che era svenuto. Quando si riprese disse di aver visto l’imam Mahdi (aj)”.
Quando il sapiente zaydita tornò nello Yemen s’impegnò a fondo per diffondere lo sciismo fra i suoi compagni».[1]
[1] Keramat Salehin.

sabato 3 aprile 2010

Lasciamo che il Sole (aj) c'illumini

Disse il nostro Imam (aj) a Ishaq ibn Ya'qub: "...E coloro che dubitano della religione di Allah e si sono pentiti di aver pagato il khums, se vogliono possiamo restituire loro ciò che ci hanno dato. Noi non abbiamo bisogno di ciò che ci danno gli incerti...". Bihar vol.53 pag.180 in poi bab 31

venerdì 2 aprile 2010

Storia di un vero muntazir: Shahid Mostafa Chamran (2)

La moglie dello Shahid racconta: "Il giorno che venne a chiedere la mia mano, mia madre gli disse: 'Lo sa questa ragazza con cui si vuol sposare che tipo di ragazza è? La mattina quando si alza, non si è ancora lavata la faccia che la cameriera le ha ordinato il letto e preparato il caffè. Lei non può vivere con una ragazza del genere, non può permettersi di prenderle una cameriera'. Mostafa rispose con calma: 'È vero, io non posso prenderle una cameriera, però le prometto che finché sarò in vita, quando si alza, le ordinerò il letto e le porterò il caffè a letto'. E fino a quando cadde martire mantenne la sua promessa. Persino quando eravamo al fronte ad Ahwaz (durante la guerra), insisteva a voler ordinare il letto e portarmi il caffè. Gli chiesi: 'Perchè lo fai?'. Rispose: 'Perchè ho promesso a tua madre di fare queste cose finché sarò in vita'".

mercoledì 31 marzo 2010

Questa è la nostra guida...

Veglia di preghiera
Una delle caratteristiche della Guida Suprema è di restare sveglio nelle ore notturne. La notte profonda è testimone delle sue preghiere a Dio. Anche quando deteneva la carica di Presidente della Repubblica, le sue veglie notturne, donavano una luce particolare alla sua vita. Durante una visita in Siria, s'incontrò alle dieci di mattina con l'allora presidente Hafez Assad. Questi chiese alla Guida Suprema: "Ha dormito bene stanotte?". Egli pensava che anche l'Ayatollah Khamenei, come gli altri capi di stato, dedicasse molte ore al riposo. La Guida Suprema gli rispose: "Sono sveglio da sette ore!". La gente di Dio è sempre così: per loro il miglior riposo sono l'amore per l'Adorato e le lacrime a notte fonda.

Lasciamo che il Sole (aj) c'illumini

Disse il nostro Imam (aj) a Ishaq ibn Ya'qub: "...E coloro che si sporcano le mani con i nostri beni (come il khums) e ne cosiderano una parte halal per sé e la consumano, è come se avessero mangiato il fuoco...". Bihar vol.53 pag.180 in poi bab 31