lunedì 29 marzo 2010

Quelli che hanno incontrato il Sole (aj)

L’ayatullah Seyyed Abulhasan Esfahani fu uno dei grandi marja' che ebbe l’onore sia di incontrare l’imam Mahdi (aj), sia di ricevere una lettera da parte dell’Imam (aj).
Shaykh Mahmud Halabi racconta: «Io ero una delle persone che a volte criticava il modo in cui l’ayatullah Esfahani guidava la comunità sciita, finché non lo incontrai personalmente in Iraq.
Quando andai da lui, gli feci presente le mie critiche e quelle degli altri, egli rispose a tutte le critiche con grande disponibilità, e alla fine mi disse: “Mi è stato ordinato di comportarmi così”.
Gli chiesi: “Chi le dà gli ordini?”.
Rispose: “Chi potrebbe essere?!”.
Ribattei: “Intende l’imam Mahdi (aj)?”, rispose di sì e mi mostrò una lettera, in cui fra le varie cose c’era scritto:
Nel nome di Dio Clemente e Misericordioso
Seyyed Abulhasan! Mettiti a disposizione di tutti, siediti fuori dalla tua casa e non chiudere la porta a nessuno. Non porre nessun ostacolo fra te stesso e la gente. Aiuta i miei seguaci che io ti aiuterò, Insha'Allah. al-Mahdi
Gli domandai: “Chi le ha dato questa lettera?”.
Disse: “Me la diede Sheykh Mohammad Kufi, uomo virtuoso e persona affidabile”.
Gli chiesi il permesso di copiare la lettera a condizione che fin quando egli fosse stato in vita non l’avrei mostrata a nessuno»[1].
[1] Keramate Salehin.

Questa è la nostra guida...

La lettera
Nel 1374, egira solare, venne nel mio ambulatorio una signora con il suo bambino. Tutti e due erano affetti da tubercolosi. La signora era talmente ammalata che sputava sangue. Li visitai entrambi e prescrissi loro delle medicine. Quando consegnai la prescrizione alla signora, ella disse sconsolata: "Ho ancora la ricetta dell'altra volta! Ero già stata da lei e, a causa di problemi economici, non ho potuto comperare le medicine. Ho quattro figli e, a parte mia figlia di dieci anni, abbiamo tutti la stessa malattia; oltre a tutto mio marito è invalido e disoccupato. L'unica fonte di sostentamento viene dalla figlia di dieci anni che porta a casa qualche soldo annodando tappeti, ma non basta nemmeno per acquistare il pane". Io le dissi: "Parlerò della vostra situazione con i miei amici così vediamo se riusciamo a trovare una soluzione ai vostri problemi".La signora se ne andò e io continuai a pensare ad una soluzione. Dopo un'ora si ripresentò. Questa volta però aveva un atteggiamento diverso, non stava più nella pelle dalla felicità e mi disse: "Non c'è più bisogno che lei si dia da fare per me!". Le chiesi il motivo e lei mi spiegò: "Quando sono arrivata a casa, è venuta a trovarci una commissione che ha esaminato la nostra situazione. Hanno deciso che domani mattina ci accompagnano tutti in ospedale per farci curare". Le chiesi: "Chi ha mandato questa commissione? ". Lei disse: "La Guida Suprema". Le domandai: "Come ha fatto a sapere della vostra situazione?". Disse: "In questi giorni l'Agha Khamenei è venuto a Qom e, in una lettera indirizzata a lui, ho descritto le mie condizioni di vita. La lettera è stata consegnata all'ufficio della Guida Suprema. Viene data la priorità alle persone che hanno più urgenza e, data la situazione in cui mi trovo, mi è stata concessa questa grazia". Questo approccio fu per me molto dolce. Quando l'essere umano vede questo tipo di comportamento, gli vengono in mente i santi uomini di Dio.

(Dott. Vahidi)

domenica 28 marzo 2010

Storia di un vero muntazir: Shahid Mostafa Chamran (1)

La signora Ghadah Jabir, vedova di Shahid Chamran, racconta: "Tutti mi dicevano: 'Tu sei diventata matta! Quest'uomo ha vent'anni più di te, è iraniano, pensa solo alla guerra, non ha denaro, non è come noi, non ha neppure la carta d'identità!' Volevano farmi cambiare idea e impedirmi di sposarmi con Shahid Chamran... Quello che più mi attraeva in lui era il suo amore per la wilayah. Io scrivevo sempre che il lago di Sur (in Libano), ogni granello di terra del Jabal Amil mi facevano ancora sentire la voce di Abudhar (Abudhar era stato esiliato in Libano da parte di Umar). Questa voce era nella mia anima. Sentivo che dovevo andare, arrivare là, però non c'era nessuno a prendere la mia mano. Mostafa l'avrebbe presa. Quando lui è arrivato, era come se fosse arrivato Salman. Lui poteva prendere la mia mano e tirarmi fuori dall'oscurità, da questa routine. Non potevo accettare di sposarmi come gli altri e avere una vita normale...Cercavo un uomo come Mostafa, un'anima grande, libero dal Mondo e dalle cose mondane".

sabato 27 marzo 2010

Quelli che hanno incontrato il Sole (aj)

Uno dei compagni dell’allamah Bahrululum (dopo la sua morte) raccontò: «Accompagnai l’Allamah in un suo viaggio a Samarra. Eravamo in due stanze separate e io cercavo di fare del mio meglio affinché non gli mancasse nulla.
La sera la gente andava dall’Allamah, però una sera notai che egli preferiva rimanere da solo e si ritirò nella sua stanza prima del solito.
Quella sera non riuscii a dormire e mi alzai per andare a vedere se l’Allamah avesse bisogno di qualcosa. Quando mi avvicinai alla sua stanza, vidi che la luce era accesa però l’Allamah non c’era, allora andai a cercarlo.
Raggiunsi il mausoleo dell’imam Hasan Askari e Hadi (a), ma le porte erano chiuse, perciò mi recai nel luogo in cui si dice sia stato visto l’imam Mahdi (aj) per l’ultima volta. Scesi le scale, si sentivano due persone parlare, ma non capivo cosa dicevano. Erano rimasti pochi scalini, a un certo punto sentii l’Allamah dire: “Sayyid Murtaza! Cosa fai?! Perché sei uscito di casa?!”.
Io mi scusai e quando scesi, vidi che l’Allamah era solo e non vi era traccia di un’altra persona...».[1]
[1] Najm al-thaqib.

Lasciamo che il Sole (aj) c'illumini

Disse il nostro Imam (aj): "...Se i nostri sciiti, che Dio li aiuti ad obbedirGli, avessero unito i loro cuori rispettando il Patto, il loro felice incontro con noi non avrebbe avuto ritardo e presto avrebbero avuto la beatitudine di vedermi con vera comprensione e devozione verso di me. Non mi allontana da loro se non venire a conoscenza delle loro azioni che disprezzo e non mi aspetto da loro". Bihar vol.53 pag.176 in poi bab 31

venerdì 26 marzo 2010

In occasione del martirio della nobile Fatimah al-Ma'sumah (a)

L'imam Ridha (a) disse: "Chiunque faccia il pellegrinaggio presso il mausoleo di Fatimah al-Ma'sumah (a) a Qom è come se avesse fatto il pellegrinaggio presso il mio mausoleo. Sa'd! Costui sarà degno del Paradiso!". Nasikh al-Tawarikh, vol.3 pag.68

giovedì 25 marzo 2010

Questa è la nostra guida...

Prestare attenzione nel lodare qualcuno
Nell'estate del 1351, egira solare, mi trovavo a Mashhad. Alcuni amici proposero di andare a pranzo a Jagharq, un paese nei dintorni, la proposta fu accettata e ci avviammo. Dopo aver consumato il pranzo demmo il via alle discussioni scientifiche e politiche. Una di queste discussioni aveva come oggetto un docente universitario: alcuni amici erano suoi oppositori, io invece, quel giorno, ero un suo accanito sostenitore e lo difendevo a spada tratta. La discussione terminò. Nel frattempo eravamo venuti a sapere che l'Ayatollah Khamenei risiedeva nelle vicinanze. Decidemmo di non perdere quell'occasione e di andare a trovarlo tutti insieme. Ci mettemmo perciò in fila per prendere il minibus che ci avrebbe portato a Mashhad. Proprio in quel mentre si mise in fila anche la Guida Suprema e io, che ero un pochino più avanti, mi fermai e salii sul minibus insieme a lui. Mi sedetti accanto a lui e non mi lasciai sfuggire l'occasione per chiedergli la sua opinione riguardo al docente universitario. L'Ayatollah Khamenei iniziò a parlare con determinazione, senza diffamare nessuno, e pacatamente disse: "Quando si loda qualcuno, bisogna farlo rispettando certi limiti, la persona lodata non deve essere indotta a pensare che anche i suoi punti deboli e i difetti vengano approvati".
(Hojjatul-islam wal-muslimin Muhammad Reza Faker)